giovedì 23 gennaio 2020

Una vellutata e l'orizzonte


C'è uno stendino su quel balcone, oltre vedi gli alberi, poi il cielo e i palazzi, tutti blu, e poi il tramonto, che immagini rosso, ma che no, non lo vedi più.
Canti e sei stonato. Vorresti suonare le stesse note al pianoforte e poi aumentare il tono della tua voce e della musica, premendo quei tasti sempre più forte, per spaccare il momento in due, dargli forza e respiro a quella brutta monotonia. Ci ricordiamo insieme di quel ristorante con quel nome un po' francese, un decennio fa, e adesso lo cerchi e non c'è più. E se non fosse mai esistito? Dove avremmo trascorso mille sere, con quella musica jazz e quel giovane chef che veniva al tavolo e rideva con noi e commentavi con quel piglio esperto e io ti guardavo, ma guardavo te? Dove sono finite quelle notti? E quella vita che avanza e cambia, e quella paura che possa tutto esplodere? Dov'è? 







Ingredienti per 2 persone

500 g di piselli freschi o surgelati
1/2 cipolla
300 g di seppie
olio evo 
sale
panna fresca (facoltativa)
mezzo bicchiere di vino bianco
uno spicchio d'aglio
500 g di brodo vegetale
pinoli

In una casseruola scaldate l'olio con la cipolla, fatela rosolare e aggiungete i piselli. Fateli cuocere per  qualche minuto, poi aggiungete metà quantitativo di brodo, salate e continuate la cottura per 15 minuti circa. Una volta pronti frullate i piselli con un frullatore ad immersione fino ad ottenere una crema; se gradite aggiungete un paio di cucchiai di panna fresca. 
In un'altra padella rosolate l'aglio e di seguito aggiungete le seppie, sfumate con il vino bianco e continuate la cottura per circa 20 minuti aggiungendo un pizzico di sale ed il brodo avanzato, solo quando necessario. Spegnete e servite le seppie sopra la crema di piselli. Guarnite con i pinoli tostati ed un filo d'olio.

sabato 11 gennaio 2020

I ricordi e i mooncake



                    
                                 E mi giocai i ricordi provando il rischio
                                       Poi di rinascere sotto le stelle
                                Ma non scordai di certo un amore folle
                                          In un tempo piccolo


Le anime malinconiche riescono a trovare la bellezza anche nel dolore di un addio. Tanti anni fa una persona mi disse che è tipico degli artisti pensare al passato come ad un tempo meraviglioso, con quella nostalgia che fa sembrare stupendo qualcosa che in realtà non lo è stato affatto, o forse lo è stato meno, molto meno. Allora forse è solo il ricordo, il modo in cui lo alimentiamo, in cui ci crogioliamo con un bicchiere in mano, ponendo lo sguardo oltre la razionalità. Forse è così, ma è comunque nostro quel ricordo, ed è difficile cancellarlo. E poi, mi chiedo adesso, è davvero così fondamentale lasciarlo andare via?




Stampo da 6 semisfere

120 g di farina 0
90 g di zucchero
70 g di burro
30 g di cacao amaro
2 uova
1 cucchiaino di lievito vanigliato
50 g di cioccolato bianco
cuoricini di zucchero


Montate il burro ammorbidito con lo zucchero, aggiungete un uovo per volta continuando a montare. Setacciate la farina, il cacao ed il cucchiaino di lievito mescolando con una frusta. Riempite lo stampo a semisfere aggiungendo un pezzetto di cioccolato bianco al centro di ogni tortina. Cuocete in forno preriscaldato a 180° per circa 15 minuti. Sfornate, fate raffreddare, decorate con i cuoricini e servite.




martedì 31 dicembre 2019

Buon anno con una crostata all'arancia e cioccolato




Una fine d'anno che esprime in 24 ore i 365 giorni trascorsi, trafelati, senza tempo buono da godere, correndo forsennatamente e riflettendo male. In queste condizioni il buon proposito dell'anno nuovo sarà certamente scontato nel dedicare il tempo alle cose e alle persone giuste, smettendo di insistere a suonare tasti dolenti e troppo consumati.
Chiedo già scusa per le foto pessime fatte con il telefono, ma non volevo non lasciarvi gli auguri e un dolce buonissimo preparato in questi giorni, so già che non riuscirò a passare a lasciare un saluto da tutti i miei amici blogger ma sicuramente sarà l'impegno del nuovo anno.. un anno che spero armonioso per tutti voi, ed anche per me.




Ingredienti, per una teglia da 26 cm

Per la frolla:
220 g di farina 0
30 g di cacao amaro
100 g di zucchero
100 g di burro
1 uovo
1 pizzico di vanillina

Per il ripieno:
1 vasetto di marmellata di arance
170 ml di panna fresca
120 g di cioccolato fondente al 50%

Per la glassa dei biscotti:
mezzo albume
100 g di zucchero al velo

Per finire:
ribes
alberelli di zucchero
glitter per uso alimentare color corallo
zucchero al velo




Impastate gli ingredienti della frolla e formate un panetto che farete raffreddare per circa un'ora in frigo. 
Durante il riposo preparate la ganache tagliando finemente il cioccolato; portate a bollore la panna, spegnete la fiamma e versate il cioccolato, mescolate per bene fino a quando sarà totalmente sciolto. Fate raffreddare.
Prendete la frolla e stendetela con il matterello. Rivestite la tortiera, rifinite i bordi e mettete la teglia in frigo per mezz'ora. Trascorso il tempo ricoprite la frolla con un foglio di carta forno bagnato e strizzato, riempite con faglioli secchi e cuocete in forno statico preriscaldato a 180° per circa 15 minuti. Eliminate la carta e i fagioli e continuate la cottura per altri 10 minuti. Fate raffreddare la crostata. Con la frolla avanzata ritagliate le stelline che cuocerete in forno a 180° per circa 12 minuti. 
Quando sia la frolla che la ganache saranno fredde montate il dolce.
Versate nel guscio la marmellata, livellatela e versate sopra la ganache, fino a ricoprire tutta la marmellata. Decorate con i glitter, i ribes e gli alberelli e spolverizzate poco zucchero al velo nei bordi; infine ponete sulla crostata i biscotti che avrete precedentemente decorato con la glassa preparata mescolando l'albume con lo zucchero al velo.









sabato 23 novembre 2019

La torta al limone di un famoso mulino



Se sapessi disegnare sarebbe sicuramente tutto arancione, come questo colore nell'aria, come una maglia morbida e consumata e come il contenuto della tua tazza. Come una foglia, come il cielo, come la pallina che lancio e rilancio in aria, ritmando questo sottofondo vuoto con il suono di una bolla di sapone. Arancione, come questa confusione di parole, come le strofe di una canzone, come il tuo respiro, come la malinconia. L'autunno, il suo spento splendore. Ma in fondo, chi può capire? Sorrido e poi smetto, la pioggia continua e a noi basta così.




Ingredienti, per una teglia da 22 o da 24 cm

Per la frolla:
250 g di farina 0
100 g di burro
100 g di zucchero
1 pizzico di sale
1 uovo
scorza di limone non trattato

Per la crema al limone:
400 ml di latte intero
2 tuorli
80 g di zucchero
40 g di amido di mais
scorza di limone non trattato
qualche goccia di aroma limone

Per la torta margherita:
2 uova
150 g di farina 0
50 g di zucchero
70 g di burro 
8 g di lievito vanigliato




Per la frolla impastate tutti gli ingredienti formando un panetto e fate riposare in frigo per mezz'ora.
Per la crema fate scaldare il latte fino a bollore. Montate in una ciotola i due tuorli con lo zucchero ed aggiungete la scorza di limone grattugiata. Unite il latte, mescolate ed aggiungete l'amido setacciato. Rimettete sul fuoco e cuocete fino a quando la crema si addenserà. Fate raffreddare in una ciotola coprendo la crema con la pellicola a contatto.
Per la torta margherita, montate il burro ammorbidito con lo zucchero. Aggiungete un uovo alla volta, mescolate con una frusta ed infine setacciate la farina ed il lievito.
Stendete la frolla ed adagiatela su una tortiera con cerchio apribile imburrata ed infarinata. Riempite il guscio con la crema al limone lasciandone da parte un po' per la decorazione. Ricoprite infine con la pasta margherita. Riempite la sac à poche con la crema rimasta e disegnate un sole sulla torta. Cuocete in forno statico preriscaldato a 180° per circa 45 minuti. Sfornate e fate intiepidire prima di servire la vostra torta. Se utilizzate una teglia da 22 cm vi avanzerà un po' di frolla con cui potrete preparare dei biscottini.









venerdì 1 novembre 2019

I giorni di festa e le frittelle di cavolfiore













Piccoli sfizi da gustare bollenti. Ricordi di bambini che corrono nelle case del sud e tra un gioco ed un altro rubano le frittelle poste al centro della tavola. Un giro, poi un altro ed all'ora di pranzo le nonne non capivano mai come i piatti fossero già vuoti. O forse sì. Sembrava sempre festa ed era sempre un sorriso, per tutti. Una radio in sottofondo, le finestre spalancate e le porte aperte sulla vita. La luce irradiava tutto e batteva sempre anche la pioggia, che quando ti giravi non c'era già più. E sembrava sempre domenica.













Ingredienti

400 g di cavolfiore
1 uovo
40 g di parmigiano grattugiato
1 ciuffo di prezzemolo
sale
olio di semi d'arachide
pangrattato


Pulite il cavolfiore, tagliatelo in cimette e cuocetelo in acqua bollente salata fino a quando sarà ben cotto. Fatelo scolare e schiacciatelo con una forchetta in una ciotola. Aggiungete l'uovo, il parmigiano, il prezzemolo tritato ed un pizzico di sale. Mescolate ed aggiungete pangrattato fino a ad ottenere un composto un po' più consistente ma non troppo sodo. Scaldate l'olio in padella ed aiutandovi con un cucchiaio prelevate un po' di impasto e friggete le frittelle. Scolatele su carta assorbente e servitele ben calde. Se preferite potete anche cuocerle in forno per circa 25 minuti, irrorandole con un filo d'olio d'oliva e girandole a metà cottura.


giovedì 17 ottobre 2019

Un velo ed una torta ricotta e limone


E' ora di andare a dormire, e copri con un telo ogni cosa, mentre il velo del tuo vestito da sposa si trascina stanco tra tappeti antichi e marmi pregiati, e tu a piedi nudi senti quel freddo che arriva in alto, fino ai tuoi fianchi. E l'aria è gelida, scansi tutte le ovvietà per concentrarti su quel che rimane, i tuoi silenzi, un sottofondo triste di un violino scordato. Non ci sono finestre, non ci sono più affacci, resti dentro ed è come pietra. Ma se ti appoggi con il cuore ed entrambe le mani diventa velluto..


Ingredienti, per una teglia rettangolare 25x30 cm

3 uova
250 g di ricotta
180 g di zucchero
150 g di farina 0
80 g di fecola di patate
100 g di burro fuso 
1 bustina di lievito vanigliato
Scorza e succo di un limone non trattato
Zucchero al velo



Montate a lungo le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Aggiungete il burro fuso e la ricotta ben sgocciolata, mescolando con cura. Setacciate la farina, la fecola ed il lievito ed unitele pian piano continuando a mescolare. Aggiungete infine il succo di limone e grattugiatene la scorza. Ungete una teglia rettangolare e versate il composto. Cuocete in forno preriscaldato a 180° per circa 35 minuti. Sfornate e fate raffreddare, spolverizzate con lo zucchero al velo e servite tagliando a quadrotti.



lunedì 30 settembre 2019

Un mese che finisce e le ciambelline integrali



Ahi settembre mi dirai
Quanti amori porterai
Le vendemmie che farò
Ahi settembre tornerò


Ti amavo, eppure ti ho fatto finire così facilmente, senza colpo ferire, senza un soffio d'aria nuova, senza uno squarcio di sole freddo, senza foglie croccanti sotto ai piedi. Sei volato, un'altra volta, senza darmi il tempo di fare ciò che volevo. Ho aspettato troppo, ancora una volta, e tu sei scivolato via, insolente ed inesorabilmente romantico, mese del mio cuore.






Ingredienti

125 g di farina integrale
70 g di zucchero di canna
40 g di acqua
40 g di olio di semi
1 uovo
1 cucchiaino di miele di castagno
8 g di lievito per dolci vanigliato




Montate l'uovo con lo zucchero, aggiungete l'acqua e l'olio e mescolate con una frusta. Unite il cucchiaino di miele, poi setacciate la farina e il lievito e continuate a mescolare fino ad ottenere un impasto liscio. Versate il composto in uno stampo da 12 ciambelline e cuocete in forno statico preriscaldato a 180° per circa 15 minuti. Prima di sformarle attendete che siano ben fredde. Se gradite spolverizzate con dello zucchero al velo, anche di canna.