giovedì 2 luglio 2020

Luglio e un'insalata di pasta



L'importanza delle piccole cose, dei piccoli passi. Concentrarsi su ciò che possiamo prendere in mano, senza stringere troppo, senza pretendere troppo. Allontanarsi da tutto quello che non riusciamo ad affrontare, aspettando il momento giusto, dopo magari aver bevuto quel sorso di coraggio che ora non troviamo da nessuna parte. Tecniche raffinate nel e dal tempo. Una musica dolce, un po' vecchia, un bicchiere di vino e un sorriso di nostalgia. A volte sembra non basti altro. Volare bassi in attesa del giusto slancio.




Ingredienti, per 4 persone

320 g di fusilli
200 g di salmone delicatamente affumicato
1 confezione di mozzarelline
50 g di olive taggiasche
50 g di provolone dolce
una manciata di pistacchi tritati al coltello
basilico
olio evo
sale


Cuocete la pasta al dente in abbondante acqua salata. Scolate, condite con olio evo e fate raffreddare mescolando spesso. Una volta fredda conditela con il salmone tagliato a pezzetti, le mozzarelline, le olive e il provolone tagliato a cubetti. Mescolate e guarnite con i pistacchi tritati e le foglie di basilico. Conservate in frigo fino a poco prima di servire.



p.s. I due piatti che vedete in foto sono realizzati a mano dalla bravissima Svea Nilsson, vi invito a visitare il suo meraviglioso sito:





martedì 23 giugno 2020

Mini clafoutis alle ciliegie



Una ciliegia tira l'altra, come le piccole frecce del tuo stupido arco, come fragili delusioni che si susseguono mentre fai finta di niente, pronto ad affrontare una nuova stagione che non è estate e non è nemmeno altro. Cambiare di nuovo per chi ama ancorarsi alle abitudini, volare senza rete, anche se sei abituato a reggerti a tutti i sostegni veri ed immaginari che ti inventi anche quando non viaggi. Cerchi di convincerti e finisci persino per crederci, tanto poi nessuno lo sa e ti vedono così sicuro di te e del mondo che potresti davvero aprire un nuovo capitolo della tua vita e un baracchino per dispensare consigli e amenità. Ti osservo, vorrei sapere quello che davvero pensi ma in fondo restiamo così, sospesi nel tempo più strano della nostra vita. Avrai sempre qualcuno a cui dare la colpa. Sarà questo caldo improvviso, ma sì, che vuoi che sia.


Ingredienti per 6 stampi da 6 cm di diametro
1 uovo
50 g di zucchero
130 ml di latte
50 g di farina 
1 bustina di vanillina
18 ciliegie

Per decorare:
zucchero al velo






Montate l'uovo con lo zucchero per qualche minuto, aggiungete il latte e setacciate la farina. Unite infine la bustina di vanillina. Lavate le ciliegie e togliete il nocciolo (io ho usato il beccuccio di una sac a poche). Versate il composto negli stampini e inserite tre ciliegie per ognuno di essi. Cuocete in forno statico preriscaldato a 180° per circa 30/35 minuti. Sfornate, cospargete con zucchero al velo e servite caldi.


mercoledì 10 giugno 2020

Uno spiraglio e una torta di ciliegie



Non è di certo la pioggia che mi rende triste, anzi adoro quella danza sui tetti, quel rumore forte e deciso, quella rabbia dell'acqua che spazza ogni incertezza. Quando poi torna il sole, prendi un cesto di ciliegie e la macchina fotografica. Tutto può essere semplice. Come uno spiraglio di luce sul balcone e sui giorni che verranno.


Ingredienti, per una teglia da 18 cm


2 uova
120 g di zucchero
200 ml di latte
100 ml di olio di semi
100 g di farina integrale
150 g di farina di riso
1 bustina di lievito vanigliato
una decina di ciliegie
scaglie di cocco
zucchero al velo



Montate le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Aggiungete l'olio e il latte e continuate a montare. Setacciate le farine ed il lievito e mescolate delicatamente. Tagliate le ciliegie a pezzetti e unitele al composto. Imburrate ed infarinate la vostra tortiera e versate l'impasto. Coprite con le scaglie di cocco e cuocete in forno statico preriscaldato a 180° per circa 35/40 minuti. Sfornate e fate raffreddare completamente prima di sformare la torta. Spolverizzate con lo zucchero al velo e servite.



mercoledì 27 maggio 2020

L'abitudine e gli spaghetti al sugo di calamari



Ci stiamo forse abituando? E' merito della nostra duttilità? O abbiamo già perso la fantasia di chiamare e invitare per un caffè, di incontrare qualcuno in metropolitana e farci largo con le mani, di saltare al collo e appoggiare il viso contro il viso? Diventeremo anaffettivi, cauti, circospetti? Stiamo disimparando l'amicizia e dimenticando le cene improvvisate unendo le forze e le birre? Che sarà di noi e della vita leggerissima che abbiamo fatto senza accorgercene? Delle scale, dell'ascensore, delle ringhiere, dei campanelli e delle spaghettate di mezzanotte? 


Ingredienti per 4 persone

350 g di spaghetti integrali
600 g di calamari
200 g di passata di pomodoro
una decina di pomodorini
1 spicchio d'aglio
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
olio evo
sale




Pulite con cura i calamari e sciacquateli sotto l'acqua corrente. Asciugateli e tagliateli ad anelli.
In un largo tegame scaldate 3/4 cucchiai d'olio evo, soffriggete lo spicchio d'aglio e gli anelli di calamari. Unite i pomodorini e fateli saltare qualche minuto. Aggiungete  la passata di pomodoro e fate cuocere ancora per 20 minuti. Negli ultimi minuti di cottura stemperate nel sugo il cucchiaio di concentrato, salate e spegnete. Cuocete la pasta al dente in abbondante acqua salata, scolate e condite con il sugo di calamari. 

domenica 10 maggio 2020

Cheesecake tiramisù e un cielo sbagliato


Quasi pindarici questi voli fatti dal divano di casa, con un piede fuori e tutto il resto dentro, con vecchie e nuove paure. Come le strade che dovremmo percorrere prima o poi, in mezzo alle macerie che questo tornado ha lasciato dietro sé. E con quel brutto colpo di coda che ci ha regalato quasi alla fine della sua corsa. Proprio quando pensavamo non ci avesse toccato e quanto eravamo stati fortunati. Scoprendo adesso che non è così, che qualcuno qui vicino sta soffrendo e non dovresti nemmeno entrare in un dolore così personale, così innaturale. Io però continuo ad affacciarmi e guardo quella finestra di fronte, chiusa nel silenzio più assoluto. Mi faccio un milione di domande e non ho alcuna risposta. Aspetto che ritorni qualche buona illusione e che il tempo guarisca anche questa ferita.



Ingredienti, per una teglia da 22 cm

300 g di savoiardi
200 ml di caffè leggermente zuccherato
100 g di burro
250 g di mascarpone
250 ml di panna fresca
50 g di zucchero semolato fine
6 g di gelatina
1 pizzico di vaniglia bourbon

Per decorare
cacao amaro
macaron al caffè


Tritate 200 g di savoiardi e mescolateli con 50 ml di caffè e il burro fuso. Rivestite la vostra teglia con un cerchio di carta forno e versate il composto ottenuto, pressando e livellando bene. Mettete in frigo mezz'ora.
Ammollate i fogli di gelatina in una tazza d'acqua fredda per 10 minuti. Strizzateli e scioglieteli perfettamente in 50 ml di panna che avrete precedentemente scaldato. Montate la panna restante con lo zucchero e aromatizzatela con la vaniglia. Aggiungete delicatamente il mascarpone e la panna in cui avete sciolto la gelatina. Riprendete la base dal frigo e versate metà della crema ottenuta. Inzuppate gli altri savoiardi nel caffè e formate un altro strato. Ricoprite con la crema restante. Spolverizzate con il cacao amaro e fate riposare per almeno 6 ore in frigo prima di servire. Io ho aggiunto dei macaron, assolutamente facoltativi.




venerdì 24 aprile 2020

La prima cosa bella e i cruffin



Una gabbia dorata, un sole caldissimo, il tempo passato a cercare nuovi rumori, spezzare i silenzi. Tutto quello che ti piace è al di là di noi, e come i bambini che appoggiano il naso e guardano fuori lasci un'impronta sul vetro mentre cambi l'ennesima stanza. Pensi alla cosa più bella che ti possa capitare. Magari quel bar lontanissimo dove abbiamo consumato una colazione di risate e malinconie. Una cosa bella. Ho pensato che dovevo tornare ad una cosa bella, renderla perfetta e fotografarla, con un tocco di zucchero al velo, a piedi nudi.




Ingredienti, per 12 cruffin

200 g di farina 00
200 g di farina manitoba
1 uovo
50 g di zucchero
100 ml di latte
80 ml di acqua
5 g di sale
10 g di lievito di birra
20 ml di olio di semi
1 bustina di vanillina

Per sfogliare
100 g di burro

Per decorare 
zucchero al velo






Sciogliete il lievito nell'acqua tiepida. Mescolate le due farine, e aggiungete di seguito tutti gli altri ingredienti. Procedete a mano o con una planetaria fino ad incordare l'impasto. Io ho utilizzato la macchina del pane. Fate lievitare fino al raddoppio, o almeno per due ore. Riprendete l'impasto e dividetelo in 6 pezzi di uguale peso (verranno circa di 115 g). Formate delle palline e cominciate a stenderle in sfoglie sottilissime a forma di rettangolo. Spennellate le sei sfoglie ottenute con il burro ammorbidito e arrotolatele in modo molto stretto dal lato corto. Con un coltello affilato tagliate a metà ogni rotolino e poi arrotolatelo come una chiocciola. Imburrate e infarinate leggermente uno stampo da muffin e posizionate ogni chiocciola con la parte sfogliata verso l'alta. Cuocete in forno preriscaldato a 190° per circa 20 minuti. Se si colorano troppo in superficie copritele con un foglio di alluminio per gli ultimi 5 minuti di cottura. Una volta cotti sformateli non appena tiepidi e serviteli dopo averli spolverizzati di zucchero al velo. 







venerdì 10 aprile 2020

Biscotti integrali e grandi speranze

Distrattamente, una sera, voltandomi verso una tv stranamente accesa, vidi le persone affacciate dai balconi di una città nera, urlare a squarciagola un grido di forza e di coraggio, urlare il loro nome e la loro città. Rimasi colpita, provai un senso fortissimo di empatia per qualcosa di così lontano, di così improbabile e quasi apocalittico. Ci penso adesso e sempre di più. Quella sera tutto il mondo mi girava intorno e io restavo ferma a guardare quelle luci rosse nell'abisso più totale. Non mi sono stupita quando poi qualche settimana fa i bambini nei balconi milanesi hanno illuminato la notte con le torce dei telefonini. Era solo un deja vu. Adesso al telefono, nelle chat, con la gente, è tutto un susseguirsi di luoghi comuni e frasi fatte. Ognuno dentro invece fa un viaggio tutto suo, che in realtà non condivide, non può farlo, perché è suo soltanto. Io penso all'unico messaggio che non ho ricevuto. Alla macchina fotografica impolverata. Ai vestiti invernali. Alla casa come un rifugio. Al tempo rubato dei bambini. Al suono delle ambulanze, alle notti ovattate e vuote come se nevicasse, alle gesta dei coraggiosi. E poi ai raggi di sole che vengono e che verranno, e ai sorrisi, che spero sempre più numerosi dietro le mascherine.



Ingredienti:

150 g di farina di castagne
150 g di farina integrale
50 g di olio di semi
70 g di zucchero bianco o di canna
70 ml di latte parzialmente scremato
1/2 bustina di ammoniaca per dolci
un pizzico di vaniglia Bourbon


Versate il latte e l'olio in una ciotola e aggiungete lo zucchero, cominciate a mescolare e unite di seguito le farine, l'ammoniaca e la vaniglia. Trasferite l'impasto su una tavola di legno e continuate a lavorare l'impasto finché sarà sodo e liscio. Stendetelo su un foglio di carta forno e formate i vostri biscotti. Cuocete in forno statico preriscaldato a 180° per circa 15/20 minuti. Fate raffreddare prima di servire.