
Distrattamente, una sera, voltandomi verso una tv stranamente accesa, vidi le persone affacciate dai balconi di una città nera, urlare a squarciagola un grido di forza e di coraggio, urlare il loro nome e la loro città. Rimasi colpita, provai un senso fortissimo di empatia per qualcosa di così lontano, di così improbabile e quasi apocalittico. Ci penso adesso e sempre di più. Quella sera tutto il mondo mi girava intorno e io restavo ferma a guardare quelle luci rosse nell'abisso più totale. Non mi sono stupita quando poi qualche settimana fa i bambini nei balconi milanesi hanno illuminato la notte con le torce dei telefonini. Era solo un deja vu. Adesso al telefono, nelle chat, con la gente, è tutto un susseguirsi di luoghi comuni e frasi fatte. Ognuno dentro invece fa un viaggio tutto suo, che in realtà non condivide, non può farlo, perché è suo soltanto. Io penso all'unico messaggio che non ho ricevuto. Alla macchina fotografica impolverata. Ai vestiti invernali. Alla casa come un rifugio. Al tempo rubato dei bambini. Al suono delle ambulanze, alle notti ovattate e vuote come se nevicasse, alle gesta dei coraggiosi. E poi ai raggi di sole che vengono e che verranno, e ai sorrisi, che spero sempre più numerosi dietro le mascherine.

Ingredienti:
150 g di farina di castagne
150 g di farina integrale
50 g di olio di semi
70 g di zucchero bianco o di canna
70 ml di latte parzialmente scremato
1/2 bustina di ammoniaca per dolci
un pizzico di vaniglia Bourbon
Versate il latte e l'olio in una ciotola e aggiungete lo zucchero, cominciate a mescolare e unite di seguito le farine, l'ammoniaca e la vaniglia. Trasferite l'impasto su una tavola di legno e continuate a lavorare l'impasto finché sarà sodo e liscio. Stendetelo su un foglio di carta forno e formate i vostri biscotti. Cuocete in forno statico preriscaldato a 180° per circa 15/20 minuti. Fate raffreddare prima di servire.